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Orlinski a Courchevel

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Orlinski a Courchevel

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No, non è la statua del Cristo che sorvola in elicottero le periferie di Roma, come nella mitica scena d’apertura della Dolce vita. Qui siamo fra le nevi di Courchevel, e a sorvolare la Cortina delle alpi francesi è un’opera di Richard Orlinski.

Le sculture dell’artista francese sono state installate in diversi punti dell’esclusiva stazione sciistica, fino a oltre duemila metri d’altitudine.

L’artista ha spiegato a Euronews perché le sue opere escono dai musei per andare in mezzo alla natura:

“L’idea di base è quella di far vedere le opere d’arte a un pubblico più vasto. Per entrare in un museo bisogna pagare un biglietto, prima ancora bisogna decidere di andarci, mentre qui sono le mie sculture che si spostano per andare incontro al pubblico, un pubblico di piccoli e grandi, visto che i bambini, dall’età di 2-3 anni, possono salire sulle opere”.

Gli animali sono uno dei temi dell’esposizione, in cui fanno capolino: coccodrilli, aquile, elefanti, lupi, gorilla.

Frédéric Ponsard, euronews: “Quali sono i grandi nomi dell’arte che l’hanno ispirata e oggi a quale artista si sente più vicino?”

“Mi sento abbastanza vicino alla pop art, è un movimento artistico che ha cullato la mia adolescenza – risponde l’artista – Andy Wahrol, Rosenquist, Tom Wesselmann hanno molto influito sul mio lavoro. Apprezzo anche contemporanei quali Jeff Koons o Damien Hirst, che sono molto presenti e influenti sulla scena internazionale”.

Quella di Orlinsky si vuole dunque un’arte popolare, accessibile a tutti.

“Che materiali utilizza per creare?” chiede Frederic Ponsard. La risposta:

“Le opere esposte a Courchevel sono costituite essenzialmente di alluminio, un materiale considerato nobile, al giorno d’oggi, mentre una volta era relegato alla produzione industriale, c‘è anche un altro materiale molto contemporaneo, prodotto dall’industria petrolchimica, che è la resina, con tutti i suoi derivati. Non tutti vengono dal petrolio: usiamo materiali acrilici e altri, ugualmente molto contemporanei, grazie ai quali otteniamo una grande precisione al livello delle forme e dei colori.”

La mostra ‘Orlinski a Courchevel’ è in programma fino al 26 aprile.