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Egitto, il negoziato con l'Fmi porterà l'austerity

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Egitto, il negoziato con l'Fmi porterà l'austerity

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L’ombra dell’austerity si allunga anche sull’Egitto.L’esito dei negoziati con il Fondo monetario internazionale per ottenere un prestito da 3,7 miliardi di euro non può prescindere da misure di risanamento che taglino il deficit di bilancio e riportino il Paese verso la crescita.

“Gli investitori – dice un cittadino interpellato in strada al Cairo – hanno paura di spendere soldi in Egitto, perché temono di non riuscire a recuperarli. L’Egitto non ha bisogno di un prestito internazionale, ma ha bisogno di sicurezza perché la sua economia torni a crescere”.

L’instabilità politica data dalla forte opposizione a presidente Mohamed Morsi non è un buon viatico per giungere all’intesa, di cui l’Egitto ha assoluto bisogno, secondo alcuni.

Come l’economista Hamde Abdelazimm, che dice: “Il prestito è legato alle promesse di Stati Uniti e Unione Europea di annullare il debito egiziano. Entrambi hanno promesso di cancellare 500 milioni di dollari, dopo l’approvazione da parte internazionale Fondo monetario di un programma di riforme economiche”.

Alcuni economisti dubitano si faccia prima delle prossime elezioni, previste ad aprile ma poi rinviate. Il nuovo Parlamento sarebbe chiamato a prendere decisioni drastiche come il taglio dei sussidi per l’acquisto di pane e benzina.

Il corrispondente di euronews,Mohammed Shaikhibrahim:
“Gli aiuti internazionali al Tesoro egiziano sono una cura dolorosa per l’economia malata del Paese. Questo trattamento avrà un impatto negativo. La cittadinanza sarà colpita dall’aumento dei prezzi”.