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Oscar greci: il film della crisi
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Anche il cinema greco ha i suoi Oscar. La cerimonia di premiazione, la quarta dalla creazione dell’Accademia cinematografica ellenica, si è svolta al Centro culturale Onassis di Atene.

Il premio per il miglior film è andato a ‘Boy eating the bird’s food’ di Ektoras Lygizos, una pellicola che ha già fatto man bassa di riconoscimenti in vari festival europei.

Il film racconta il difficile quotidiano dei greci di oggi, presi nella tormenta della catastrofe finanziaria. Un ragazzo ridotto alla fame lotta per salvare il proprio canarino, metafora della sua diginità personale. Il regista viene dal teatro. Questo è il suo primo lungometraggio. Ad Atene ha vinto anche il premio per la migliore opera prima:

“È il ritratto di un ragazzo greco di oggi – dice il regista – Ha finito gli studi e vorrebbe lavorare. Ma è un artista e si sente continuamente ripetere che quelli come lui sono inutili. Lo seguiamo mentre si fa respingere da tutti, finché non si decide a chiedere aiuto”.

Per questo film, l’attore Yannis Papadopoulos ha già vinto il premio per la migliore interpretazione maschile ai festival di Salonicco, Karlovy Vary e Siviglia:

“Sono molto felice perché gli enormi sforzi fatti per questo film sono stati riconosciuti. Tutta la troupe ha lavorato duramente. È stato davvero difficile perché nessuno ci aiutato”.

L’attrice premiata quest’anno per la migliore interpretazione femminile è Amalia Moutousi, una delle migliori protagoniste del teatro d’avanguardia greco.

Nel film ‘Joy’ è Hara, che lascia la maternità con un neonato in braccio, mentre i notiziari parlano del rapimento di un bambino in quell’ospedale.

Il premio per la migliore regia è andato a Thanos Anastopoulos, per il film ‘The daughter’. Un padre di famiglia all’improvviso sparisce per non pagare i debiti. La figlia decide di rapire il bambino dell’uomo d’affari che lo ha rovinato. Una storia che allude a una società, quella greca, in cui i responsabili del disastro sfuggono alle proprie responsabilità. Anastoupulos porta a casa anche il premio per la migliore sceneggiatura:

“Il premio per la sceneggiatura è stato una vera sorpresa. Ne avevo già avuto uno per un precedente film, ma questa non me lo aspettavo perché ho lavorato in un modo molto particolare. In realtà non ho scritto una vera sceneggiatura. Abbiamo fatto un canovaccio generico direttamente sul set”.

Katerina Evangelakou, la presidente dell’Accademia cinematogrtafica ellenica si dice molto soddisfatta del livello generale delle pellicole in concorso quest’anno:

“Abbiamo avuto molti film interessanti, ma anche documentari eccellenti. Per i documentari è stata davvero una buona annata. E non bisogna dimenticare i cortometraggi. Dobbiamo essere orgogliosi di tutti questi film che stanno mostrando il loro valore in molti festival internazionali”.

Il film “J.A.C.E.” di Menelaos Karamaggiolis ha raggranellato 11 nominations, vincendone alla fine solo 6 in categorie minori. Affronta il tema della tratta internazionale dei minori, raccontando l’odissea di un bambino solo nei bassifondi di Atene.

Il nostro inviato ad Atene Yorgos Mitroupulos:

“Malgrado la crisi, il livello della produzione greca resta più che soddisfacente. Un messaggio di speranza per l’industria cinematografica locale. E quest’anno i risultati dovrebbero essere anche migliori, vista la quantità di pellicole già in produzione o ai blocchi di partenza”.

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