ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ritratto di Kaesong, complesso industriale "crocevia" tra le Coree

Lettura in corso:

Ritratto di Kaesong, complesso industriale "crocevia" tra le Coree

Dimensioni di testo Aa Aa

All’apparenza un distretto produttivo come altri, il complesso industriale di Kaesong rappresenta la più grande scommessa di cooperazione tra le due Coree e la cartina di tornasole dei loro rapporti.

Ha sede a soli 10 chilometri dalla zona smilitarizzata che segna il confine tra i due Paesi. Ufficialmente è retto da due compagnie sud coreane, ma l’iniziativa per la sua nascita è arrivata, a partire dal 2003, dal governo di Seul e vede la partecipazione anche del regime di Kim Jong-un.

L’idea era semplice: aiutare la disastrata economia del nord mettendo insieme manodopera di Pyongyang e aziende di Seul per produrre beni a basso costo. Il complesso ha fruttato al Paese comunista oltre un miliardo e mezzo di euro di scambi, secondo fonti del sud.

All’interno operano 123 aziende attive nei settori dell’abbigliamento, dei semiconduttori e dei ricambi per auto. Gli investimenti sono garantiti da Seul. Gli stipendi degli oltre 53 mila lavoratori nordcoreani – circa 62 milioni di euro all’anno – vengono versati direttamente allo stato.

La zona è completamente esentasse. Tutte le carte di credito e le valute straniere sono ammesse, anche se, di fatto, quella ufficiale è il dollaro americano.

Non è la prima volta che i quasi 800 sudcoreani che vi lavorano si sono visti intrappolati dopo la chiusura dell’accesso. Nel 2009 Pyongyang reagì in questo modo alle esercitazioni militari, ma la crisi, poi, rientrò. Il fatto che la Corea del Nord tagli volontariamente tale fonte di approvviggionamento preoccupa gli analisti.