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Venti di guerra in Corea, l’arsenale segreto di Pyongyang
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In un crescendo di minacce e tensioni su entrambi i lati della penisola coreana, la propaganda di Pyongyang lavora a pieno ritmo. Il giovane leader Kim Jong-Un è determinato a mostrare al suo popolo e alle sue truppe che è capace di mantenere le redini del paese. La posta in gioco è alta: affermare la sua autorità dopo il dominio indiscusso di suo padre.

Pyongyang ha proclamato lo stato di guerra e si dice pronta ad attaccare. Minacce poco credibili da un punto di vista politico, meno da quello propriamente tecnico, perché fin dagli anni ’70, la Corea del Nord produce i propri missili.

Partendo dalla tecnologia degli scud, oggi ha sviluppato testate a medio e lungo raggio: il Nodong, il Taepodong 1, il Musudan e il Taepodong 2, che secondo gli esperti potrebbe colpire obiettivi fino a 6000 km di distanza e quindi anche il suolo degli Stati Uniti . Il Musudan può raggiungere Okinawa e le basi a stella e strisce nel Pacifico.

In teoria, quindi, Pyongyang può fare danni. Ma alcuni di questi missili, a quanto pare, non sono mai stati testati. In altri casi i test sono stati un fallimento, come è accaduto per Taepodong 2. Per quanto riguarda il Musudan, fino ad oggi, non risulta essere stato effettuato alcun test. In totale, l’arsenale della Corea del Nord conterebbe circa 1000 missili.

A preoccupare più di ogni altra cosa è la potenza nucleare. Kim Jong-Un ha annunciato la riapertura del sito di Yongbyon, chiuso nel 2007. Ne esistono almeno altri due, quello di Pungyye-ri è stato testato lo scorso febbraio, ma nessuno sa esattamente cosa contenga.

L’ultimo test dello scorso 12 febbraio, il terzo dal 2006, ha gettato gli esperti nel terrore. Dai rilievi condotti è emerso il dubbio che Pyongyang abbia sviluppato un dispositivo miniaturizzato, un passo fondamentale per ottenere una testata nucleare.

La Corea del Nord è riuscita a ottenere questa tecnologia? Gli ingegneri nordcoreani sanno miniaturizzare le bombe nucleari per condurre dei test con i missili? Hanno utilizzato uranio o plutonio? Pyongyang ha detto no ad un’ispezione dei suoi impianti.

Gli sforzi da parte dei servizi di intelligence degli Stati Uniti non hanno squarciato il velo sul mistero che si nasconde dietro le provocazioni e le dimostrazioni di forza del regime.

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