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In Venezuela campagna elettorale al via nel segno di Chavez

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In Venezuela campagna elettorale al via nel segno di Chavez

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In Venezuela prende il via la campagna elettorale. Il prossimo 14 aprile sarà eletto il successore di Hugo Chavez. La figura del ‘caudillo’ domina la battaglia politica che è cominciata, di fatto, il giorno della sua morte, lo scorso 5 marzo.

La sua immagine è onnipresente e il suo carisma più forte che mai, tanto che i suoi seguaci hanno costruito una mitologia religiosa attorno a Hugo Chavez.

“È vero, è vero – spiega Elizabeth Torres, custode del santuario di Chavez – Chavez è il nostro Cristo, è il nostro santo. Lui è tutto per noi”.

Il suo successore e candidato presidente, Nicolas Maduro, sostiene il culto sfrenato della personalità di Hugo Chavez, raggiungendo toni quasi biblici.

“La finestra di Palazzo di Miraflores è esattamente di fronte alla porta dove riposa Hugo Chavez – ha detto Maduro nel corso di una conferenza stampa – Immaginate, le persone che saranno a capo di questo Paese per i prossimi 500 anni sentiranno la frusta, la frusta di Chavez sarà proprio davanti a loro. Sarà lì ad osservarli tutti i giorni”.

Tra i 10 e i 20 punti di distacco nei sondaggi, il candidato dell’opposizione, Henrique Capriles, non rinuncia a dare battaglia. Ritiene che Maduro sia “la brutta copia” di Chavez, e tenta di rimettere in carreggiata il dibattito politico.

“Si tratta di risolvere i problemi, di sconfiggere la violenza, di frenare l’inflazione, di combattere la povertà, la disoccupazione, affrontando il problema della svalutazione – le parole del leader dell’opposizione – Sono questi i grandi nemici che dobbiamo sconfiggere”.

Chiunque sarà il vincitore, dovrà affrontare i problemi seri che rendono la vita dei venezuelani molto difficile, come ad esempio la carenza di alcuni generi di prima necessità, spiega un residente di Caracas.

“Mancano zucchero, latte, pane, farina e la carne”, spiega un residente di Caracas.

La criminalità è un’emergenza molto grave, nessuno ha il coraggio di uscire la sera e le aziende chiudono prima.

“Dobbiamo chiudere presto – racconta un commerciante della capitale – perché ci sono molte rapine e non rubano soltanto, fanno male alle persone, qui la gente muore”.

A questo si aggiunge un panorama di case fatiscenti, anche nei bei quartieri di Caracas, molti dei quali sono inabitabili, e la sporcizia che ha invaso le strade della capitale.