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Disoccupazione e crisi del manifatturiero affossano l'eurozona

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Disoccupazione e crisi del manifatturiero affossano l'eurozona

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Nessuna schiarita nell’orizzonte economico dell’eurozona. La disoccupazione a febbraio è rimasta stabile al livello record del 12% che aveva toccato il mese precedente: un dato che rafforza l’attesa per un taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea.

In un anno sono stati bruciati 1,8 milioni di posti di lavoro in più nell’area euro.

Da Bruxelles, la portavoce per il mercato unico Chantal Hughes afferma che gli attuali livelli di disoccupazione sono una tragedia inaccettabile per l’Europa e un segnale della gravità della crisi. Incoraggia quindi l’Unione e gli stati membri a usare tutti gli strumenti a disposizione per tornare a una crescita sostenibile.

I segnali negativi non arrivano solo dal mercato del lavoro, ma anche dal fronte manifatturiero. L’indice Pmi, che misura lo stato di salute del settore nell’Eurozona, è sceso nuovamente a marzo toccando il 46,8 per cento. In Italia, è al minimo dall’agosto 2012. Ma anche in paesi come Germania e Irlanda, ritenuti più solidi, le attività manifatturiere sono tornate a contrarsi. Se si pensa che la crisi del manifatturiero peggiora anche negli Stati Uniti, marzo si conferma un mese nero per l’economia globale.