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Cipro, inchiesta su banche. Clerides: responsabilità anche in Grecia

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Cipro, inchiesta su banche. Clerides: responsabilità anche in Grecia

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Michaelis Sarris, ministro delle finanze di Cipro, si è dimesso. Una decisione maturata dopo la nomina della commissione di inchiesta incaricata di far luce sulle cause della crisi finanziaria.

Quella stessa crisi che ha visto implodere l’ipertrofico sistema bancario dell’isola e che l’ha costretta a richiedere un salvataggio all’Europa a condizioni molto dure.

Euronews ha raggiunto il Procuratore generale di Cipro Petros Clerides per capire le implicazioni di questa decisione. A cominciare dall’addio del ministro.

“Sembra che Sarris si sia dimesso perché uno dei punti attualmente sotto scrutinio sono i soldi ricevuti dai fondi di liquidità di emergenza della Banca centrale europea. E questo – specifica Clerides – è successo principalmente nel periodo in cui era a capo di Laiki Bank”.

La stampa ellenica ha pubblicato una lista con almeno 130 nomi di coloro che avrebbero trasferito i propri capitali via dall’isola prima del prelievo forzoso sui conti correnti. Ci sono personalità di rilievo?

“Ci sono nomi di politici – dice – ma ciò non significa necessariamente che abbiano fatto qualcosa di illegale. Certo, se parliamo di una grossa somma di denaro, le cose non si mettono bene. Ci sono persone vicine al presidente Anastasiades, alla sua famiglia. E, infatti, oggi ha chiesto che le indagini comincino da lui, dai suoi familiari più prossimi e il suo studio.”

Le banche cipriote, in particolare Laiki Bank, sono crollate a causa di una sovraesposizione alla Grecia causata da una serie di prestiti “facili”. Chiediamo al procuratore se pensa che ci siano delle responsabilità anche ad Atene.

“E’ molto probabile, quasi certo, che ci siano persone greche tra coloro che hanno preso prestiti a interessi zero”, risponde.

In cambio di un salvataggio da 10 miliardi di euro da parte dell’Unione Europea, Cipro ha promesso una profonda ristrutturazione del suo sistema bancario, ivi compresa la chiusura di Laiki Bank. A pagare, però, saranno soprattutto i risparmiatori, con il prelievo forzoso sui conti sopra i 100 mila euro che potrebbe raggiungere il 60%.