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A Bruxelles il nuovo round di negoziati tra Kosovo e Serbia

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A Bruxelles il nuovo round di negoziati tra Kosovo e Serbia

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La speranza si contrappone allo scetticismo a Bruxelles, dove, questo martedì, sono arrivati il primo ministro del Kosovo, Hashim Thaci, e il suo omologo serbo, Ivica Dacic.

Siamo ormai all’ottava sessione dei negoziati per la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi balcanici sotto l’egida dell’Unione Europea. Per la Serbia la posta in gioco è alta: l’eventuale esito positivo significherebbe l’accesso alla procedura ufficiale di adesione.

E’ un momento decisivo per gli osservatori: sul tavolo c‘è il nodo dei territori kosovari del nord, abitati in prevalenza da serbi che non riconoscono l’autorità di Pristina.

Situazione perfettamente incarnata da Mitrovica, la città più grande della regione dove, a separare le due minoranze, insieme ad un fiume e ai ponti ci sono i checkpoint delle forze Nato.

“No al Kosovo da solo, ma come parte della Serbia”, dice un abitante della parte serba. “Vedremo come andrà a finire, ma non riconosceremo mai le autorità di Pristina. Solo lo stato della Serbia. Punto.”

Belgrado non ha mai riconosciuto l’indipendenza dichiarata da Pristina nel 2008. Il negoziato tra le parti in campo verte sostanzialmente su un punto: il grado di autonomia che l’ex provincia concederà ai comuni a maggioranza serba.

“Se i serbi vogliono l’autonomia qui – rispondono per le rime gli abitanti dall’altro lato – allora dovrebbero concederla anche agli albanesi che abitano nella parte sud del loro Paese, alle minoranze ungheresi e bosniache.”

La Serbia, da parte sua, reclama la creazione di un’associazione di comuni dotata di poteri speciali per quanto riguarda i temi della sicurezza, della gestione delle forze di polizia e dell’amministrazione della giustizia.

Per i kosovari sarebbe l’inevitabile preludio alla creazione di una repubblica serba nel loro territorio. Come quella che, proclamata in Bosnia nel 1992, provocò l’implosione della Jugoslavia e l’inizio delle violenze nei Balcani.