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Sale la tensione nella penisola coreana
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E’ alta la tensione tra due Coree. Le sanzioni dell’Onu dopo i test nucleari di Pyongyang e le esercitazioni militari di Seul hanno provocato un’escalation nei toni.

‘Anche i nostri atleti sono pronti per la guerra’ è il messaggio di un video con protagonista la squadra sportiva della Difesa, rilasciato in questi giorni dal regime di Kim Jong-un. Il quale, negli ultimi giorni, ha rinnegato l’armistizio del 1953, tagliato la linea diretta con Seul e dichiarato di essere ad un passo dalla guerra atomica.

A sorpresa, però, è arrivata la nomina di un nuovo primo ministro, Pak Pong-ju, economista che aveva già ricoperto la carica in passato. Mossa, questa, che dimostrerebbe un rinnovato interesse per la risoluzione dei problemi del Paese, stretto da anni dalla morsa del razionamento dei beni di prima necessità.

“Stiamo lavorando per la costruzione economica mentre gli Stati Uniti continuano a minacciarci con forze nucleari”, dice un responsabile del ministero per l’industria leggera. “La nuova linea strategica, portare avanti la costruzione economica e allo stesso tempo per costruire forze nucleari, è la più ragionevole per affrontare le sfide della situazione attuale.”

Nonostante per gli analisti si tratti solo di propaganda, l’invio dei caccia invisibili ai radar per il ciclo di esercitazioni congiunte con Seul mostra che gli Stati Uniti non sono disposti a prendere la minaccia sotto gamba.

Atteggiamento condiviso dalla Presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, che ha dichiarato: “In caso di provocazione da parte della Corea del Nord, la reazione militare di Seul sarà rapida, forte e non terrà conto di eventuali conseguenze politiche.”

Criticati per la reazione sottotono messa in campo nel 2010, quando la Corea del Nord bombardò un’isola del Sud, i vertici politici questa volta sono stati chiari: se attaccati, i nostri militari sul campo risponderanno automaticamente alle provocazioni.

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