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Paolo Di Canio è da poche ore il nuovo allenatore del Sunderland. Il 45enne romano torna in Premier League, da tecnico, prendendo il posto dell’esonerato Martin O’Neil. L’ufficialità dell’ingaggio, per un contratto di due anni e mezzo, ha fatto il giro del mondo, diventando subito un caso politico.

Di Canio, che si è sempre dichiarato fascista, non è stata una scelta condivisa da tutti. Il deputato laburista ed ex ministro degli Esteri inglese, David Miliband, saputa la notizia, ha annunciato le sue dimissioni da direttore non esecutivo del Sunderland.

Anche i tifosi dei Black Cats non l’hanno presa molto bene. Dalle pagine spuntate su Facebook, contro la decisione della dirigenza, alle minacce di abbandonare la squadra.

“Il problema ora non è solo quello che faranno i fan, se andranno ancora allo stadio o meno” spiega questo tifoso. “E’ l’immagine che il club vuole dare di sé in giro per il mondo. E personalmente non credo sia una bella immagine”.

Di Canio è sempre stato un personaggio controverso. Avevano fatto tanto discutere i suoi ripetuti saluti romani, sanzionati piu’ volte, quando indossava la maglia della Lazio.

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