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Myanmar: dopo quasi 50 anni tornano in edicola i quotidiani privati
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In Myanmar tornano i quotidiani privati. Oggi, per la prima volta dopo quasi cinquant’anni, le rotative hanno ripreso a funzionare. Nel 1964 il regime militare aveva nazionalizzato le testate bloccando di fatto la libera informazione. Per il Paese si tratta di un nuovo passo verso la democrazia dopo l’auto scioglimento della Giunta, due anni fa. Sedici le testate che in dicembre avevano ottenuto dal governo la licenza ma solo quattro sono riuscite ad essere in edicola dal primo giorno possibile.

“Il permesso per il mio giornale – spiega Khin Maung Lay, editore di 81 anni – termina il 30 giugno. Dopo dovrò chiedere un prolungamento. E se devo fare una cosa simile significa che non c‘è libertà di stampa”.

Fino a questo lunedì tutte le pubblicazioni private erano settimanali e, per rispondere all’esigenza d’informazione dei 60 milioni di birmani, le testate si servivano dei siti internet.

‘‘I giornali privati – dice Ko Kyaw, tassista che ha già in mano una copia di un giornale – che sono più aperti rispetto a quelli governativi. E questo è un bene”.

In uno dei Paesi più poveri al mondo, con un reddito medio procapite di mille euro all’anno, in molti si chiedono quale sarà il futuro dei quotidiani che arrivano in edicola al costo di circa venti
centesimi di euro.

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