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India “farmacia mondiale low cost”: niente brevetto a Novartis su un anti-tumorale
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L’India conferma la sua fama di farmacia modiale dei poveri respingendo il ricorso di Novartis sul brevetto di un anti-tumorale.
La Corte Suprema di New Delhi ha messo fine a una battaglia legale di sette anni consentendo alle aziende farmaceutiche indiane di continuare a produrre il generico del Glivec, un medicinale usato per trattare una rara forma di leucemia. Le reazioni del gigante elvetico non si sono fatte attendere.

“Continueremo i nostri investimenti in India, sebbene con cautela. Abbiamo intenzione di chiedere il brevetto per altri prodotti che abbiamo lanciato e speriamo di trovare un sistema che tuteli la proprietà intellettuale. Ovviamente siamo delusi dalla decisione della Corte Suprema”.

I giudici hannom motivato la decisione spiegando che il Glivec “non è un prodotto innovativo” in quanto utilizza una molecola già nota e quindi non rientra nei criteri stabiliti per le “invenzioni”. Una sentenza che farà giurisprudenza.

“E’ importante -spiega questa rappresentante di Medici Senza Frontiere – perché su otto milioni di persone affette da HIV, oltre l’80% riceve farmaci dall’India. Nella cura dell’Aids questa decisione rappresenta una svolta. Inoltre proteggendo la concorrenza dei generici contro le pratiche farmaceutiche abusive come quelle di Novartis, credo che la Corte Suprema abbia salvaguardato i diritti dei pazienti dei Paesi in via di sviluppo”.

Il trattamento con Glivec costa circa 2 mila euro al mese, contro i 137 del generico. Sebbene la terapia svizzera sia gratuita per il 95% degli indiani, organismi come l’Unicef si appoggiano ai farmaci prodotti in India per i pazienti nei paesi in via di sviluppo. India e Brasile sono tra i maggiori esportatori di generici. Non a caso l’India ha respinto centinaia di brevetti negli ultimi anni a scapito delle multinazionali straniere.

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