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Nel deserto per sfidare il dogma della velocità e riassaporare il gusto antico di bussola e compasso. E’ con uno schiaffo alle corse del nuovo millennio, che si è concluso in marocco il Rally Aicha des Gazelles: corsa per sole donne, che al rosa delle partecipanti, sposa il verde dell’ecologia.

Una voce fuori dal coro nel circus dei motori, che trova eco nell’entusiastica partecipazione di blasonate sportive, come l’ex gloria dello sci francese Carole Montillet.

In 300 da oltre 20 paesi le pilote confermate o alle prime armi, che come lei hanno raccolto la sfida di questa 23a edizione: rinunciare alla velocità – e così ridurre le emissioni inquinanti – per affinare invece l’ingegno e trovare il percorso più breve per giungere a destinazione.

Carta e bussola gli unici strumenti concessi da un regolamento, che in omaggio allo spirito della corsa, vieta la moderna scorciatocia del GPS.

A imporsi nella categoria camion e quattro per quattro è l’equipaggio della senegalese Sindiely Wade. Ma a vincere sono alla fine tutte: 300 portabandiera di un concetto antico e rivoluzionario di interpretare il rally.

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