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Siria, a scuola sotto le bombe
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La città di Aleppo è stata teatro di una delle battaglie più feroci della guerra civile siriana, il conflitto continua e i bambini vivono nel terrore di essere mutilati o uccisi, di perdere le proprie famiglie, soffrono la fame e il freddo, sono costretti a lasciare le proprie case.

Nour Al-Haq, 30 anni, è un’insegnante e ha deciso di ingaggiare la propria lotta per riportare i bambini in classe nonostante la guerra, almeno a Salaheddine, il suo quartiere.

“Volevamo una scuola funzionante per i bambini – racconta – le famiglie stanno rientrando nelle loro case. Ecco perché abbiamo voluto questa scuola, le quattro più grandi di Salaheddine sono state bombardate, dobbiamo farcela con strutture come questa per molti anni. Abbiamo recuperato dalle scuole bombardate i libri, le sedie. Mentre lo facevamo un cecchino ci ha sparato addosso”.

I programmi hanno sibito degli aggiustamenti racconta Nour: “Grazie a Dio, abbiamo elaborato nuovi metodi di insegnamento, oltre ad introdurre alcune modifiche, come eliminare materie come il “nazionalismo”, modificarne altre come la Storia e la Geografia, aggiungere conoscenze religiose sull’Islam e sul Corano”.

La guerra ha completamente cambiato la vita di bambini e ragazzi. Molti lavorano per aiutare la famiglia. In altri casi sono risucchiati dalla propaganda che li usa per i suoi scopi.

Il tempo dell’innocenza è già finito per loro, ma c‘è spazio per la speranza nel futuro se i bambini continueranno a studiare, Nour ne è convinta.

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