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Nuove critiche contro le ispezioni alle Ong russe

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Nuove critiche contro le ispezioni alle Ong russe

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Gli Usa si aggiungono al coro di reazioni internazionali contro le ispezioni alle Organizzazioni non governative in Russia. Controlli definiti “raid” dalla diplomazia europea. Al centro delle polemiche, la legge che dall’anno scorso obbliga le Ong che ricevono fondi esteri a registrare i propri membri come “agenti stranieri”. La portavoce del dipartimento di Stato americano:

“Queste ispezioni sembrano voler indebolire importanti attività civili nel paese. Abbiamo già reso partecipe il governo russo delle nostre preoccupazioni e siamo turbati dalle leggi adottate dall’esecutivo nel 2012, leggi che continuano a essere osservate in questo momento e che impongono pesanti restrizioni alle attività delle Ong in Russia”.

L’ombudsman russo per i diritti umani ha sollevato la questione, mentre Mosca ha giustificato la legge dicendo di voler evitare attività di spionaggio con la copertura dei diritti umani. Il presidente Putin:

“Penso che l’obiettivo di queste ispezioni sia stato di verificare se le attività delle Ong in questione coincidano con i fini dichiarati e che siano in linea con la giurisdizione russa e con il fatto che sia inammissibile ricevere finanziamenti da paesi stranieri”.

Per Putin si tratta di controlli di “routine”, mentre stando agli attivisti locali e stranieri è un’altra mossa per mettere a tacere le critiche contro il Cremlino.