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Il tatuaggio: la vita scritta sul corpo
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Il tatuaggio è una delle più antiche forme d’arte, risale al neolitico e ce ne sono testimonianze in tutti i continenti. Ha sempre avuto una forte valenza simbolica, che in diverse culture permane. Nel disincantato Occidente, a partire dagli anni Novanta, il disegno sul corpo è diventato soprattutto una moda e un fenomeno di massa.

A Parigi, il festival del tatuaggio richiama sempre più visitatori. Agli aghi e agli inchiostri colorati degli artisti si sottopongono ormai uomini e donne di tutte le età e di tutte le classi sociali. Il tatuaggio è visto come l’ultima frontiera dell’espressione di sé. Ognuno ha un proprio personale motivo:

“Le persone della mia famiglia sono tutto per me – dice un ragazzo – Questi tatuaggi sono in loro onore. Un tatuaggio rimane per sempre e quindi è come se fossero per sempre con me”.

In Italia i tatuati sarebbero oltre 2 milioni. In Francia un adulto su cinque, fra i 25 e i 35 anni si è fatto fare almeno un tatuaggio. E c‘è chi studia il fenomeno:

“È un modo per proclamare la propria unicità, per appropriarsi del corpo – dice l’antropologa Elisa Muller – Chi si fa tatuare sa che rischia di scioccare e di trovare delle porte chiuse. Ma è più forte la voglia di espremere la propria identità e i propri valori”.

E a proposito di valore, scendendo più terra terra, farsi tatuare costa. Questo appassionato britannico ha almeno 30mila euro di colori sul corpo.

In Italia il principale festival del tatuaggio si svolge a Torino. Dall’altra parte del mondo, i più importanti protagonisti del settore si danno appuntamento a Sidney, Australia. Corey Miller viene dalla California. Si è specializzato in ritatratti e draghi. Una sua cliente dice:

“Mi sto facendo tatuare il ritratto di mio figlio. Corey è uno dei migliori ritrattisti del mondo. Sono da anni una sua ammiratrice, mi sono messa in lista e finalmente sono qui con lui. Mio figlio è tutto per me, è il mio piccolo miracolo”.

A Sidney i migliori artisti del tatuaggio creano le nuove tendenze che poi si diffonderanno nel resto del mondo:

“Qui puoi vedere all’opera artisti incredibili e puoi spendere una fortuna per un piccolo tatuaggio. Oggi non è più come una volta. Gli inchiostri, gli aghi, tutto è stato migliorato”.

Un giovane coperto di disegni:

“All’inizio volevo solo un tatuaggio piccolo, ma poi ne ho fatti fare altri. Chiedi a chiunque qui in giro, tutti ti diranno la stessa cosa: è una specie di droga”.

Il festival del tatuaggio Yantra, in Tailandia, ci porta ad esplorare le origini del tatuaggio, il suo significato magico-simbolico. Qui sono i monaci buddisti a praticare le incisioni, tradizionalmente con l’ausilio di una stecca di bambù molto affilata, oppure con un più moderno punteruolo metallico.

Ogni anno, in una località a 80 km da Bangkok, la cerimonia del Wai kru attira almeno 10mila persone, in maggioranza uomini. I tatuaggi fatti dai monaci conferirebbero particolari poteri. Chi ha una tigre disegnata sul corpo, o un serpente o un bufalo, diventerà
quella tigre, quel serpente, quel bufalo, fino alla transe.

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