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Siria, Ankara respinge le accuse di aver deportato rifugiati dopo una rivolta

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Siria, Ankara respinge le accuse di aver deportato rifugiati dopo una rivolta

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La Turchia respinge le accuse di aver deportato centinaia di rifugiati siriani, ritenuti responsabili per una rivolta scoppiata mercoledì in un campo allestito vicino alla città di Akcakale.

La denuncia delle espulsioni, da parte di diversi testimoni locali, ha suscitato preoccupazione presso l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.

“Se queste deportazioni sono avvenute realmente, sono contrarie ai principi della legge internazionale – sostiene la portavoce Melissa Fleming. “Ricordiamo ai rifugiati – ha aggiunto – che hanno l’obbligo di rispettare le leggi in vigore in Turchia. E incoraggiamo il governo turco ad applicare gli strumenti previsti dalla legge, qualora vengano commessi reati”.

La rivolta potrebbe essere scoppiata in protesta contro le condizioni di vita nel campo, dopo l’incendio di una tenda a causa di corto circuito elettrico, che avrebbe provocato la morte di una persona.

L’episodio segnala la pressione a cui sono sottoposti i paesi confinanti con la Siria, che in due anni di conflitto hanno accolto oltre un milione di rifugiati.