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Russia: le Ong mobilitate contro le perquisizioni a tappeto

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Russia: le Ong mobilitate contro le perquisizioni a tappeto

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Controlli a tappeto ormai quotidiani in Russia contro le Ong, finanziate da paesi esteri e classificate come agenti stranieri in virtù delle legge varata dal governo Putin nel 2012.

È una campagna intimidatoria contro la società civile, denunciano le organizzazioni prese di mira, tra cui anche una delle più vecchie in Russia, Memorial, impegnata nella difesa dei diritti civili dai tempi di Mikhail Gorbaciov.

“Gli uffici sono sommersi da una quantità enorme di documenti da decine di organizzazioni a Mosca”, afferma Oleg Orlov, presidente di Memorial, “Sospetto che non li guarderanno neppure, ci metteranno sopra un timbro, come è stato loro richiesto, e le inseriranno nella lista degli agenti stranieri”.

Oltre 200 gli uffici passati al setaccio finora, un’ispezione che, a detta di molti osservatori, è tesa a mettere a tacere le voci di protesta.

“Il procuratore generale classifica le attività delle organizzazioni che, con un po’ di elasticità, possono essere assimilate all’attività politica”, commenta Pavel Chicov del Consiglio presidenziale dei diritti umani, “Quindi, se considerano che siete impegnati in attività politica, rientrate nel novero degli agenti stranieri”.

La comunità internazionale accusa il Cremlino di violare obblighi internazionali. Ma il presidente Vladimir Putin parla di attività di routine e di controlli necessari per contrastare il terrorismo e l’indebita ingerenza straniera in Russia.