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Previsioni economiche OCSE: bene Usa e Giappone, bocciata l’Italia
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Dopo una contrazione alla fine dello scorso anno, per le maggiori economie del pianeta è arrivato il momento del rimbalzo. A dirlo è l’ultimo Economic Outlook dell’OCSE presentato a Parigi, che prevede un Prodotto interno lordo nell’area del G7 in crescita sia nel primo che nel secondo trimestre.

Tutto bene, dunque? Non proprio, perché all’interno del gruppo si registra una certa spaccatura. Stati Uniti e Giappone traineranno la ripresa con una crescita in questi primi tre mesi dell’anno sopra il 3%, per poi rallentare ma continuare a crescere nel periodo tra aprile e giugno.

Per quanto riguarda l’eurozona, il discorso si fa decisamente più complicato: “Dentro l’area euro la Germania sta crescendo ad un ritmo salutare, sopra il 2%, il che è un bene”, spiega il capo-economista dell’organizzazione, Pier Carlo Padoan.

“Ma la Francia, che è la seconda economia più grande, forse non vedrà alcuna crescita nel 2013 – aggiunge – oppure ricomincerà a crescere nell’ultima parte dell’anno. E l’Italia continua ad essere in recessione, nonostante questa si stia contraendo, il che significa che l’Italia potrebbe vedere una crescita positiva a fine 2013.”

Ad intervenire, secondo l’OCSE, dovrebbe essere la Banca centrale europea con un atteggiamento più accomodante: l’inflazione è sotto controllo e, anche se sono già bassi, c‘è spazio di manovra per ridurre ulteriormente i tassi di interesse.

Un allentamento della politica monetaria che negli Stati Uniti starebbe cominciando a mostrare segni di cedimento, sempre secondo l’organizzazione internazionale. La quale, invece, plaude alle nuove misure nello stessa direzione annunciate recentemente in Giappone

Tornando all’eurozona, appare evidente nei dati dell’OCSE come il quadro diventi sempre più fosco man mano che si va verso la periferia.

Così, se in Francia è prevista una contrazione nei primi tre mesi del 2013 con l’economia che dovrebbe tornare a crescere dello 0,5% nel secondo trimestre, è l’Italia quella che presenta le prospettive peggiori: -1,6% nel periodo gennaio-marzo e un’ulteriore contrazione dell’1% fino a giugno.

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