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Cipro: lunghe file, tanta rabbia e soldi contati agli sportelli appena riaperti

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Cipro: lunghe file, tanta rabbia e soldi contati agli sportelli appena riaperti

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Nel giorno di riapertura delle banche, i ciprioti esasperati fanno la fila a Nicosia.

Tutti hanno bisogno di liquidità, dopo due settimane di serrata degli sportelli. Ci sono le bollette da pagare, la vita che va avanti insieme alla crisi.

Ma, per paura di fughe di capitali, i ritiri sono limitati per legge. I risparmiatori si accalcano davanti agli istituti bancari. Molti non riusciranno neppure a farsi servire e i toni salgono:

“Le cose non vanno bene, per niente bene”, spiega una cirpiota, “Mia madre non ha potuto ritirare i soldi, ha cercato di incassare un titolo ma non è stato possibile, così adesso deve aspettare la pensione”.

Le fa eco la madre: “Mia figlia vive con me e non io ho altri redditi. Il governo deve sapere queste cose”.

“Lei non ha altri redditi”, conclude la figlia, “come farà a vivere?”

“Come farò a vivere?”, chiede anche la madre.

“Sono un pensionato, mi hanno detto che il mio denaro non è ancora arrivato e di parlare con l’ufficio pensioni”, racconta un pensionato, “Hanno detto forse domani, forse il giorno dopo. La pensione è tutto quello che ho.”

“Solo 300 euro al giorno: è il mio denaro e non posso che avere che 300 euro? Perché?”, chiede un cipriota in collera, “Come faccio a pagare l’affitto? L’energia elettrica? Mi dicono che posso prendere solo 300 euro dalle mie tasche. Devo venire qui tutti i giorni? No! Non è giusto! “.