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Caso maro': si dimette il ministro Terzi

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Caso maro': si dimette il ministro Terzi

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La vicenda dei maro’ riserva altri colpi di scena: il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha annunciato le dimissioni. Il presidente Giorgio Napolitano – colto di sorpresa – ha affidato l’interim del ministero al premier Mario Monti.

Il capo della Farnesina ha fatto sapere di volere lasciare a causa del disaccordo con la decisione di rimandare in India Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di Marina accusati di avere ucciso due pescatori indiani, un caso che ha creato – e che continua a creare – tensioni tra Italia e India.

“La mia voce è rimasta inascoltata”, ha lamentato Terzi riferendo alla Camera sul caso, iniziato lo scorso anno. Era il 15 febbraio quando i due maro’ in servizio antipirateria sulla nave commerciale Enrica Lexie spararono contro un peschereccio. Scambiandolo per una barca di pirati, uccidono due pescatori al largo di Kochi, nello Stato del Kerala.

I due italiani sostengono di avere solo esploso colpi in aria in segno di avvertimento. Vengono subito fermati e inizia una lunga e intricata vicenda giudiziaria. Il ministro Terzi si reca in visita ufficiale a Nuova Delhi e incontra i due maro’ a Kochi. Il caso viene poi stato seguito dal sottosegretario Staffan De Mistura.

A febbraio di quest’anno i due maro’ ottengono un permesso speciale per rientrare in Italia a votare alle politiche, e fino al 22 marzo. Il governo decide poi di non farli rientrare in India, sostenendo che Nuova Delhi ha violato il diritto internazionale.

Nuova Delhi a sua volta impone misure restrittive nei confronti dell’ambasciatore italiano Daniele Mancini, accusato di non avere mantenuto la promessa fatta rispetto al rientro dei maro’. Gli viene tolta l’immunità diplomatica.

Il 21 marzo Palazzo Chigi annuncia il ritorno in India dei due maro’, precisando che in cambio è stata ottenuta da Nuova Delhi un’assicurazione scritta in merito alla garanzia dei diritti di Latorre e Girone, e all’esclusione della pena di morte. Notizia smentita da Nuova Delhi.

A giudicare i due maro’ sarà un tribunale ad hoc istituito a Nuova Delhi.