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Nozze gay: decide la giustizia Usa, tra resistenze e venti di cambiamento

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Nozze gay: decide la giustizia Usa, tra resistenze e venti di cambiamento

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Pro e contro, gli statunitensi sono scesi in piazza per fare pressione sulla Corte Suprema di Washington che si occupa della legittimità delle nozze omosessuali, questione finora demandata ai singoli stati.

All’esame la Proposition 8, che vieta i matrimoni gay in California e la legge federale che riconosce le unioni solo tra uomo e donna.

Incerto l’esito: “Penso che la Corte sia in grado di sorprenderci in entrambe le direzioni”, dice una manifestante, “Quindi non sono sicura di quello che faranno”

“Crediamo che i giudici vedano la maniera in cui le cose stanno cambiando, quest’evoluzione della storia davvero incredibile”, aggiunge un attivista, “Devono solo decidere da che parte della storia vogliono stare. “

Morgan Wright e Victoria Worden sono venute apposta dal Mississippi per sposarsi a Washington, il posto più vicino per una coppia lesbica che intende convolare a giuste nozze.

Ma per i contrari, il loro matrimonio non s’aveva da fare: “Crediamo che il matrimonio sia tra un uomo e una donna, che si uniscono come marito e moglie per essere padre e madre dei figli della loro unione”, spiega Ryan Anderson della Heritage Foundation, “Ed è un fatto biologico, ci vogliono un uomo e una donna per far nascere un bambino. “

Le nozze gay sono legali in nove stati e nel Distretto di Columbia. Oggi più mai, con due terzi della popolazione a favore, sembrano però esserci i presupposti per estendere tale possibilità anche agli altri stati.

“C‘è stato un cambiamento radicale nell’opinione pubblica a favore dei matrimoni gay”, commenta da Washington Stefan Grobe di euronews, “E anche i politici, da Hillary Clinton ai leader repubblicani, hanno recentemente dichiarato il loro sostegno. Spetta ora ai giudici impedire o rafforzare i venti del cambiamento”.