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In Corea del Nord soffiano venti di guerra
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Le forze armate norcoreane sono in ‘‘assetto da combattimento’‘. Esercito e unità speciali sono pronte per un eventuale attacco.

Obiettivo gli Stati Uniti: le basi militari di Hawaii e di Guam.

Puntuale è giunto anche l’inasprimento della della retorica bellica da parte del regime nord-coreano.

Ma qual è oggi il rischio concreto di un escalation militare asiatica? La Corea del Nord dispone di circa un milione di soldati schierati al fronte e già attivi in tutta la zona demilitarizza, lungo il confine delle due Coree.
Ma in quella che dopo l’armistizio è chiamata la jont security area, sono di stanza anche 34.000 soldati americani, a protezione del Sud.

Più imprevedibile è invece un attacco nucleare.
Una volta che Pyongyang ha raggiunta un’effettiva capacità nucleare, gli americani si sorvegliano da vicino i lanci in orbita dei missili nordcoreani.
Missili che potrebbero raggiungere Seul e che inevitabilmente provocherebbero la reazione americana. NAturale la domanda: Pyongyang sarebbe in grado di rispondere a uneventuale attacco americano? HA calcolato realisticamente questa possibilità

Venerdi scorso Usa e Corea del sud hanno rafforzato la propria cooperazione militare . Che prevede l’intervento maggiore da parte statunitense in difesa di Seul in caso di provocazione.

In realtà si assiste a un’escalation della tensione dal 12 dicembre scorso dopo il lancio in orbita di un satellite

Il test nucleare del 12 febbraio scorso, il terzo di Pyongyang ha avuto come esito quello di rinforzare le sanzioni Onu, cosa che non sembra perturbare il regime comunista.

Pak Kwang Ho, Suprema corte nord coreana:

“È dalla guerra fredda che viviamo sotto sanzioni e pressioni. Se all’Occidente va bene così, facciano pure. Una cosa è certa, il nostro lancio satellitare così come i test nucleari sono frutto della nostra forza e tecnologia . Non siamo affatto preoccupati”.

Secondo questo esule, che non vuole rendere nota la sua identità perché ha ancora la moglie e i figli in Corea del Nord, le sanzioni non piegheranno il regime.
La popolazione soffre già la carenza di generi di prima sussistenza e la loro situazione è già critica.

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