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Cipro. Commercianti vedono nero all'orizzonte

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Cipro. Commercianti vedono nero all'orizzonte

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Il salvataggio di Cipro non cancella una situazione di profonda crisi per l’isola. La ristrutturazione e la chiusura, rispettivamente della prima e seconda banca del Paese, con gli investitori e risparmiatori più grossi che pagano il conto preannunciano tempi ancora più duri per i commercianti di Nicosia.

“Per sopravvivere dovrò ridurre il personale oppure abbassare gli stipendi del 20% per evitare di licenziare” dice un esercente della capitale. “Oltre a questo dovremo abbassare i prezzi il più possibile per attirare clienti. Comunque i ciprioti sono gente forte, ce la caveremo”.

Il settore bancario di Cipro valeva 8 volte il Pil del Paese. Il resto dell’economia è basata sul turismo e il salvataggio dalla bancarotta non metterà al riparo il lavoro.

“Ora c‘è disoccupazione ma certamente aumenterà e questo avrà conseguenze per tutti quanti” dice un altro proprietario di un negozio di Nicosia.

La ristrutturazione del sistema bancario non è la sola contropartita per il salvataggio di Nicosia: nelle prossime settimane Cipro s’impegnerà per riforme strutturali, privatizzazioni e aumento delle imposte per le società.