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Chi può entrare nella mente di un altro? Un alieno oppure un ipnoterapeuta

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Chi può entrare nella mente di un altro? Un alieno oppure un ipnoterapeuta

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Ricorderà ad alcuni il classico di fantascienza ‘L’invasione degli ultracorpi’ di Jack Finney, più volte portato sullo schermo, questo ‘The host’, ‘L’ospite’, tratto dal romanzo omonimo di Stephenie Meyer, l’autrice della saga ‘Twilight’. Non si tratta di vampiri in questa storia, ma di una razza aliena che colonizza la terra infiltrandosi nell’anima degli esseri umani.

Nel film, realizzato dal regista neozelandese Andrew Niccol, l’attrice tedesca Diane Kruger interpreta l’extraterrestre cattiva che va a caccia degli ultimi individui ribelli:

“Nel film sono una vera attaccabrighe. E ci sono due personaggi femminili forti nel copione, non capita spesso”.

Il romanzo da cui è tratto il film è uscito nel 2008:

“I miei lettori non devono aspettarsi una ripetizione di Twilight, si tratta di una storia completamente diversa – dice Stephenie Mayer – Se accetteranno di iniziare questo nuovo viaggio con me non saranno delusi. C‘è maggiore densità in questa vicenda.”

Nelle sale italiane la pellicola è in uscita questa settimana.

Un altro modo, questa volta ben reale, di entrare nella mente di una persona è l’ipnosi. È il tema del thriller psicologico ‘The trance’.

Il film è un rimake di una serie televisiva britannica del 2001. Il protagonista, interpretato da James McAvoy, è un banditore d’aste che partecipa al furto di un quadro. Subito dopo perde la memoria e la banda sospetta che voglia fare il furbo, così entra in campo un’ipnoterapeuta.

La pellicola è diretta dal regista inglese Danny Boyle, premio oscar nel 2008 per ‘The millionnaire’:

“Quando in un film ci sono tre ruoli formidabili da distribuire, si possono attrarre tre attori altrettanto formidabili che si daranno battaglia sulla scena per prevalere l’uno sull’altro. È una dinamica che sul set porta i suoi frutti e credo che ne approfitti anche il pubblico.

Il protagonista James McAvoy sembra d’accordo:

“È stata una sfida. Soprattutto perché i personaggi devono mostrare chi sono davvero. E varie volte, nella storia, si rivelano completamente diversi, da come apparivano”.

L’attore francese Vincent Cassel non ha paura degli stereotipi:

“E bisogna accettare che il capo sia la donna”.

La donna in questione è interpretata da Rosario Dowson:

“È uno di quei film rischiosi da fare per un attore, in cui ci si deve buttare, sapendo che i colleghi faranno lo stesso. Però, visto che il regista è Danny Boyle, è un rischio calcolato. Dunque sarebbe terribile se fosse un brutto film!”

Il film è stato girato a Londra. La scena della rapina è stata ricostruita all’interno del Victoria and Albert museum.