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Nowruz: capodanno di primavera

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Nowruz: capodanno di primavera

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L’Azerbaijan è uno dei paesi che celebrano il Nowruz, la festa di primavera. Di tradizione zoroastriana, Nowruz, che significa “nuovo giorno”, è una ricorrenza dedicata alla rinascita della terra e coincide con l’equinozio di primavera. L’inverno, sconfitto, e la primavera, vittoriosa, sono simboleggiati da due maschere comiche:

“Kechal, il calvo, rappresenta la primavera – spiega la nostra inviata Galina Polonskaya – Il suo antagonista, il barbuto Kyosa, è l’inverno, che finisce sempre col perdere la tradizionale sfida contro Kechal”

La contesa è a base di uova colorate, quelle rotte rappresentano la sconfitta. Il tutto è accompagnato da pasticcini, noci e altri dolci tradizionali. Cibi energetici indispensabili, dopo il lungo inverno caucasico, all’epoca in cui non esistevano le vitamine sintetiche:

“Nowruz è una festa simbolicamente femminile, è rappresentato da tutto quanto abbia a che fare con la fecondità – dice Tahir Amiraslanov, presidente dell’Associazione culinaria dell’Azerbaijan – Anche i colori impiegati per dipingere le uova hanno un significato: rappresentano la vita: il giallo del sole, il verde degli alberi e i colori del cielo. Rappresentano il passaggio fra la morte e la vita”.

Tutto l’Azerbaijan si anima di combattimenti di galli, corse di cavalli e ogni tipo di spettacolo legato alla forza della natura. Tradizioni che non si sono perse, malgrado le proibizioni dell’era sovietica.

A Gonagkend la festa è particolarmente sentita. Il nome significa, ‘il villaggio degli ospiti’. In questo periodo le porte delle case sono sempre aperte e la mensa è imbandita per chiunque si trovi a passare di là. Quest’anno per Nowruz c‘è ancora la neve e secondo gli anziani, è un buon segno. Gulbeddin Mamedov è il sindaco del paese:

“Nowruz segna il risveglio di madre natura. Si tratta della festa più importante dell’Azerbaijan. La celebriamo con grande gioia e orgoglio”.

In realtà la festa dura più di un mese, perché in ognuno dei 4 martedì che precedono la ricorrenza, viene celebrato uno dei 4 elementi della natura: l’acqua, la terra, il vento e il fuoco:

“Ci ritroviamo insieme con i nostri vicini – spiega Besti Bahishova, una donna del villaggio – C‘è chi si occupa di fare il pane, chi prepara la pakhlava, e chi cucina le pietanze. Ci aiutiamo fra di noi”.

“La Paklava è il dolce più importante – dice la sua amica Ilhama Mamedova – Non deve mai mancare in tavola”.

Ogni villaggio ha la sua propria ricetta. La Pakhlava può essere di diversi colori, ingredienti e spessore, quello che non cambia mai è la forma a losanga, che rappresenta la donna.

Uno degli elementi simbolici della festa è il fuoco. Gli abitanti saltano sopra falò accesi nelle piazze dei villaggi:

“È la tradizione – spiega un abitante – saltiamo sui falò perché in questo modo sormontiamo i problemi e le difficoltà”.

L’autore dell’Enciclopedia del Nowruz Meherrem Hasanli spiega:

“Nowruz risale agli albori dell’umanità. Nell’emisfero settentrionale tutte le popolazioni celebravano questo momento dell’anno”.

Nel Gobustan, una zona protetta a 60 km da Baku, sul versante sudorientale del Caucaso, sono state scoperte almeno 6mila incisioni rupestri risalenti a un periodo fra i 5mila e i 20mila anni fa. Qui, a primavera, si sarebbero svolte riunioni rituali per celebrare il cosiddetto fuoco eterno, ossia le colonne di metano incendiato che uscivano dal terreno.

Malahat Farajova è la direttrice del sito del Gobustan:

“In questa zona, abbiamo scoperto molte tracce di fuochi e incisioni che simboleggiano il sole. Supponiamo che queste popolazioni si riunissero qui per adorare il sole e il fuoco. È possibile che la festa di Nowruz sia nata qui”.

Tarlan Manafov è originario del Gobustan e anche lui ritiene che ci sia un legame fra la festa e la cosiddetta terra dei fuochi:

“Venivano fatte danze rituali intorno a queste lingue di fuoco, circondate da grossi sassi”.

Alcune delle incisioni rupestri del Gobustan rappresentano proprio queste prime danze rituali. Gli abitanti dell’Azerbaijan credono ancora al potere salvifico del fuoco e non solo negli sperduti villaggi di montagna. C‘è anche un’altra tradizione, quella di origliare alla porta del vicino, se quello che si ascolta è positivo, allora un desiderio si realizzerà.
Ma soprattutto il Nowruz è una festa familiare. La tradizione vuole che in casa vengano accese tante candele quanti sono i membri della famiglia. E non ci si deve soffiare sopra per spegnerle, perché è come se si uccidesse il fuoco.

Variano un po’ le modalità, ma il capodanno primaverile viene festeggiato in una vasta area, che va dall’Iran alle repubbliche caucasiche e dell’Asia centrale, fino al Pakistan.