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Mosca nega aiuti, Cipro studia piano B: impegnare i beni dello Stato

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Mosca nega aiuti, Cipro studia piano B: impegnare i beni dello Stato

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Salvare il sistema bancario dal collasso. A Cipro è il giorno del piano B, l’ultima chiamata per raccogliere i 5,8 miliardi di euro necessari a sbloccare il piano di salvataggio proposto dall’Eurogruppo.

Il parlamento è orientato a introdurre un fondo di solidarietà. Perplesso il governo tedesco, secondo cui l’intervento non risolve le cause che hanno portato alla crisi.

L’ipotesi, dopo il fallimento delle trattative per un prestito da Mosca, è quella di impegnare i beni dello Stato e i beni immobiliari della Chiesa greco-ortodossa.

Le trattative tra Cipro e l’Eurogruppo – che garantirà liquidità solo fino a lunedì – risentono della tensione esplosa sull’isola, dove da quattro giorni gli sportelli delle banche sono chiusi e alcune rischiano il fallimento. Giovedì pomeriggio, circa 300 dipendenti della Laiki Bank si sono radunati davanti al Parlamento per protestare contro la chiusura della banca. Verrà smantellata, ma almeno per il momento saranno garantiti i depositi sotto i 100 mila euro.

Sull’isola si abbatte anche la sentenza di Standard & Poor’s che ha declassato ulteriormente il rating di Cipro a ccc. Il rischio fallimento è altissimo.