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La Francia si interroga sulle accuse a Sarkozy

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La Francia si interroga sulle accuse a Sarkozy

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Nicolas Sarkozy e i suoi compagni di partito esprimono indignazione o sconcerto per la decisione del giudice Gentil di mettere sotto inchiesta l’ex presidente. Nel 2007 avrebbe approfittato della fragilità mentale della donna più ricca di Francia per finanziare la sua campagna elettorale.

Nel Paese in cui due anni fa la leadership socialista fu rivoluzionata dalle accuse a Dominique Strauss-Kahn, molti cittadini ipotizzano la stessa dinamica sul fronte politico opposto.

“Oggi purtroppo tutti i politici sono più o meno corrotti – afferma una donna – ed è triste che si arrivi a questo punto. Poi penso che sia un regolamento di conti: quando accade a sinistra è un regolamento di conti con la destra, quando è a destra è un regolamento di conti con la sinistra.”

“È logico – sostiene un altro cittadino francese -, non credo che ci sia fumo senza fuoco. Però bisogna fare attenzione alla presunzione d’innocenza.”

“Forse c‘è un po’ di accanimento su Sarkozy, che ha annunciato il suo ritorno in politica – ammette un giovane -. Può darsi che sia un modo per ostacolare il suo rientro sulla scena da protagonista.”

Se fosse giudicato colpevole, Sarkozy potrebbe essere condannato a tre anni di prigione e dovrebbe probabilmente dire addio alla carriera politica.

Gianni Magi, corrispondente di Euronews a Parigi:
“È la seconda volta che un presidente della repubblica francese viene messo in stato d’accusa. Il primo fu Jacques Chirac nel 2007, per l’affaire degli impiegati del suo partito pagati dal Comune di Parigi, ai tempi in cui l’ex presidente era sindaco. Per quel caso, Chirac fu condannato a due anni, con i benefici di legge.”