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Suntech in bancarotta. In crisi l'industria cinese dei pannelli solari

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Suntech in bancarotta. In crisi l'industria cinese dei pannelli solari

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Scompare anche l’ultimo raggio di sole nel settore dell’energia pulita. Suntech, colosso cinese dei pannelli solari con 2 miliardi di dollari di debiti, ha annunciato la bancarotta della sua filiale principale, quella di Wuxi.

L’azienda, quotata alla borsa di New York dal 2005, dà lavoro a oltre 17 mila persone e rappresenta un settore che fornisce il più della metà dei pannelli di tutto il mondo.

Nonostante questo c‘è scetticismo su un possibile salvataggio da parte del governo locale: “Credo che le autorità di Wuxi penseranno ai loro problemi, tra cui Pil locale, le tasse, le questioni dell’occupazione e altre imprese rilevanti nella filiera industriale” dice Lian Rui, analista di Solarbuzz. “In aggiunta, Suntech ha molti debiti e prestiti contratti con le banche del luogo”.

Erano state proprio le ingenti sovvenzioni governative sostenute dalle banche ad accelerare l’espansione del settore. Negli anni passati questa politica era andata a braccetto con i sussidi all’energia pulita degli altri Paesi, come spiega Zhang Huiming, economista dell’università di Fudan.

“La ragione per cui ci siamo sviluppati così in fretta – dice – è che i Paesi europei come la Germania e la Spagna e anche gli Stati Uniti prima avevano politiche di incoraggiamento dell’uso di prodotti solari. In altre parole, il governo promuoveva una politica favorevole ai consumi”.

Suntech è il primo gigante dell’energia solare cinese a cadere dopo che la guerra dei prezzi scatenata dal Paese asiatico aveva costretto aziende come la tedesca Solon a depositare i libri in tribunale.

Dall’inizio della crisi, l’industria cinese è crollata con la stessa velocità con cui era decollata: la fine dei sussidi da parte del governo e il crollo dei prezzi dovuto alla capacità produttiva in eccesso hanno portato alla scomparsa di oltre 600 aziende nell’arco di tre anni.