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Corea del Sud, media e banche in tilt


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Corea del Sud, media e banche in tilt

In Corea del Sud la polizia s’interroga sui responsabili del maxi attacco hacker che ha bloccato i tre principali canali televisivi del Paese e due banche. Uno dei network che fornisce connettività ai soggetti colpiti, afferma di avere ricevuto una rivendicazione da parte di un gruppo chiamato “Whois Team”, con il messaggio: “È l’inizio del nostro movimento”.

Le indagini sono in corso, gli inquirenti affermano di non essere in possesso di prove, ma ci sono speculazioni su un possibile coinvolgimento della Corea del Nord, dove di recente si è verificato un altro attacco informatico e Pyongyang ha puntato il dito contro Seul, ora alle prese con un evento senza precedenti. Le autorità affermano di avere così risposto all’emergenza, Kim Haeng, portavoce presidente sudcoreano: “Abbiamo costituito una task force speciale per far fronte a quanto accaduto, un gruppo composto da esperti, funzionari e membri dell’esercito”

L’attacco si è verificato mentre era in corso la visita del sottosegretario al Tesoro statunitense con delega alla lotta contro il Terrorismo, per discutere con Seul di nuove sanzioni economiche contro il programma nucleare nordcoreano. Ad attendere David Cohen, gli attivisti sudcoreani che rivendicano la pacificazione delle relazioni con Pyongyang.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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