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Cipro: corsa contro il tempo per il salvataggio

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Cipro: corsa contro il tempo per il salvataggio

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Ore frenetiche a Cipro e incontri di emergenza tra i leader politici per cercare di salvare il paese dalla bancarotta.

La situazione è precipitata dopo il no di Nicosia, ieri, alla proposta della Troika, formata da Unione europea, Fmi e Bce. Il parlamento ha rifiutato il prelievo forzoso dai depositi bancari dei risparmiatori. Ora il salvataggio di Cipro rimbalza nuovamente in campo internazionale. Il
ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble lancia il suo monito dicendo che le banche a Cipro potrebbero non riaprire più in assenza di un accordo:

“E’ necessario spiegare ai ciprioti che il loro modello economico, vale a dire attirare risorse finanziarie nel paese attraverso un sistema fiscale vantaggioso e condizioni legali convenienti, è fallito. La ragione? Le banche cipriote sono insolventi e lo Stato ha a malapena accesso ai mercati finanziari internazionali. E’ questo il problema da risolvere ora”.

Il piano di salvataggio internazionale prevedeva di tassare i conti dei risparmiatori, un’operazione da 5.8 miliardi di euro, per sbloccare aiuti pari a 10 miliardi. Le massicce proteste popolari hanno contribuito al no del Parlamento, un rifiuto che apre scenari imprevedibili per tutta l’Eurozona.