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Aperto a Bonn il processo per il raid tedesco di Kunduz

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Aperto a Bonn il processo per il raid tedesco di Kunduz

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Si è aperto a Bonn il processo contro la Repubblica Federale Tedesca per il raid a Kunduz, in Afghanistan, nel quale morì un centinaio di civili. Le famiglie delle vittime chiedono che chi ordinò l’attacco – il colonnello Georg Klein – sia portato davanti ai giudici, e pretendono risarcimenti maggiori, ma i difensori tedeschi rispondono:

Mark Zimmer, avvocato della Repubblica Federale tedesca: “Posso capire queste persone perché hanno avuto un destino terribile. Allo stesso tempo, è nostro compito respingere questa richiesta, perché questo non è il luogo adeguato. Il tribunale distrettuale di Bonn non è il luogo adatto per queste cose. Ci sono tutele fondate sul diritto internazionale e sono già stati fatti dei risarcimenti, anche da parte del governo tedesco”.

“I risarcimenti sono stati di 5.000 dollari – dice Karim Popal, avvocato delle vittime -. Sono stati distribuiti a un gruppo di uomini. Molti orfani e vedove non hanno ricevuto nulla. Molti estranei si sono arricchiti. Alcuni nostri clienti hanno ricevuto questo aiuto, altri no”.

Il 4 settembre del 2009 il colonnello Georg Klein ordinò di bombardare due autocisterne sequestrate dai taleban. Il raid fece un centinaio di morti, tra cui molti civili, di cui parecchi bambini e scatenò una accesa polemica in Germania, oltre a costare il posto al ministro della Difesa.