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Mugabe con Barroso e il bacio degli ortodossi: i primi miracoli di Francesco

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Mugabe con Barroso e il bacio degli ortodossi: i primi miracoli di Francesco

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Non accadeva dallo Scisma d’Oriente del 1054 un primate ortodosso all’insediamento di un Pontefice della Chiesa di Roma.

E’ un bacio pacificatore con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I a regalare al Ministero di Francesco una portata già storica e carica di aspettative.

In armonia con l’impronta che il Papa sembra già aver dato al suo Pontificato, il protocollo si fà beffe di titoli e onorificenze e colloca le strette di mano ai Capi di Stato soltanto dopo l’abbraccio ai fedeli.

Poi qualche minuto di colloquio, accordato fra gli altri al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto insieme a Mario Monti e ai neo-presidenti delle Camere Laura Boldrini e Piero Grasso, alla guida della nutrita delegazione italiana.

Diverse anche le teste coronate a spiccare tra la folla: accompagnato dalla sua Letizia, il principe spagnolo Felipe ha fatto sfoggio della sua alta uniforme mentre dallo Zimbabwe la signora Mugabe ha tentato con il suo copricapo di rubare i riflettori all’imbarazzante presenza del marito Robert, “persona non grata” alle stesse istituzioni europee, che l’ironia del protocollo vaticano gli ha collocato accanto durante tutta la cerimonia.

José Manuel Barroso ad accompagnare Herman Van Rompuy e Martin Schulz per l’Unione Europea, la Casa Bianca ha risposto presente inviando il numero 2 Joe Biden e la leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi.

Primo miracolo intanto riuscito a Papa Francesco, quello di riunire – pacificamente e a pochi metri appena dalla delegazione a stelle e strisce -, quella arrivata dall’Iran.

Conclusa la maratona delle strette di mano ai dignitari esteri, il Papa è poi tornato a cercare il contatto con la gente, porgendo l’ultimo saluto della lunga cerimonia a seminaristi e uscieri del Vaticano.