ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Il Papa ai potenti. Un'omelia per poveri e ambiente

Lettura in corso:

Il Papa ai potenti. Un'omelia per poveri e ambiente

Dimensioni di testo Aa Aa

Ergersi a custodi di un disegno di Cristo che tuteli l’altro e l’ambiente, senza cedere ai disegni di distruzione e morte.

Parla ai fedeli perché i potenti in platea intendano, Papa Francesco, nell’omelia della sua messa di insediamento.

Prima una strizzatina d’occhio alla coincidenza che insieme al giorno di San Giuseppe, Patrono della Chiesa, regala alla celebrazione anche la valenza di onomastico del suo predecessore Joseph Ratzinger. Poi, un chiaro appello a chi tiene le redini del pianeta.

“Vorrei chiedere, per piacere – ha detto – a tutti coloro che occupano delle posizioni di responsabilità, nell’economia, nella politica, nel sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: ‘Siamo custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura. Non lasciamo che dei segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo”.

Essere forti senza dimenticare la tenerezza, la possibile parafrasi dell’altro cardine dell’omelia: un’ispirazione a San Giuseppe per un servizio rivolto soprattutto ai più deboli.

“Non dimentichiamo mai che il vero potere è il ‘servizio’ – ha proseguito Francesco – e che anche il Papa, per esercitare il suo potere, deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede di San Giuseppe. E come lui deve aprire le braccia per accogliere tutto il popolo di Dio, accogliere con affetto e tenerezza tutta l’umanità, soprattutto i più poveri, i più deboli, i più piccoli. Quelli che hanno fame, sete, che sono stranieri, nudi, malati, in carcere… Solo chi serve con amore sarà un buon custode”.

Parole che a più riprese hanno indotto la piazza a punteggiare di calorosi applausi l’omelia. Un’omelia q uesta volta non a braccio come nella sua prima messa nella Cappella Sistina, ma scritto su pochi fogli a cui Francesco ha iscritto nero su bianco, la sua impronta di nuovo Papa.