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Decine di morti in Iraq, nel decimo anniversario dell'intervento Usa

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Decine di morti in Iraq, nel decimo anniversario dell'intervento Usa

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Numerosi edifici dilaniati, decine di macchine distrutte e almeno 50 morti. Bilancio che, secondo le autorità, è destinato a peggiorare.

Nel decimo anniversario dell’intervento americano che ha segnato la fine del regime di Saddam Hussein, almeno 8 quartieri di Baghdad sono stati colpiti da una serie di attentati dinamitardi.

Pochi chilometri a sud della capitale, nella cittadina di Iskandariya, un attentatore suicida su un camion si è fatto esplodere alla stazione di polizia locale.

Nel quartiere di Machtal, un testimone racconta l’accaduto: “Persone innocenti stavano facendo colazione quando, all’improvviso, un’autobomba è esplosa. Guardate i danni, ha demolito le case. Dio può accettare una cosa del genere?”

L’attacco coordinato non è stato ancora rivendicato, ma gli obiettivi erano aree di popolazione a prevalenza sciita.

Tutto lascia pensare ai gruppi di ribelli sunniti legati ad Al Qaeda, da tempo impegnati in una campagna per alimentare le tensioni tra i 2 gruppi e minare l’autorità del governo del premier Nuri al-Maliki.

La settimana scorsa un attacco al Ministero di Giustizia orchestrato da uomini armati e attentatori suicidi ha provocato 25 morti.

Dieci anni dopo la caduta del raìs, l’Iraq è ancora alle prese con fortissime tensioni interne tra le fazioni sciita, sunnita e curda. Secondo un rapporto dell’Ong britannica “Iraq Body Count” – in inglese “il bilancio dei morti in Iraq” – i civili che hanno perso la vita dal 2003 sono stati almeno 112 mila.