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Riforma della politica agricola, il punto di vista di un piccolo produttore belga

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Riforma della politica agricola, il punto di vista di un piccolo produttore belga

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I ministri dell’agricoltura europei si riuniscono a Bruxelles per trovare un compromesso sulla riforma della politica agricola comune. L’obiettivo: un’agricoltura più verde, più sostenibile, più equa. I fondi europei vanno a vantaggio spesso dei grandi agricoltori e persino di organizzazioni che non producono direttamente come le banche. Abbiamo raccolto la denuncia di un piccolo agricoltore in Belgio.

Daniel Dubois ha un allevamento di 200 mucche nella provincia francofona belga dell’Hainaut. La proposta di eliminare i sussidi superiori a 300mila euro non gli sembra sufficiente per migliorare la distribuzione dei fondi europei per gli agricoltori.

Daniel Dubois, agricoltore

“Il problema non è l’agricoltore in sé, a prescindere dalle dimensioni della sua attività; il problema è che gli aiuti sono stati distribuiti a molti enti portatori di interessi in agricoltura, ma che non erano necessariamente produttori”.

In Belgio, secondo l’organizzazione Farmsubsidy, ha beneficiato di aiuti almeno una banca, Credit agricole, ma anche organizzazioni di vario genere collegate al settore agricolo ma senza scopi produttivi. Nel contesto della riforma, si pensa anche a come rendere più trasparenti le informazioni sui beneficiari degli aiuti, pur garantendo la privacy dei singoli produttori.

Daniel Dubois

“I cittadini vogliono sapere dove vanno questi contributi all’agricoltura. L’industria alimentare ha altri mezzi per avere dei guadagni, mentre gli aiuti agricoli devono andare a chi produce”.

Non è l’unico elemento spinoso di questa riforma, che propone anche più superfici agricole dedicate ad ambiente e biodiversità: un aspetto su cui molte capitali stanno dando battaglia.