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Presidenze al centro-sinistra, resta da formare un difficile governo

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Presidenze al centro-sinistra, resta da formare un difficile governo

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Doppietta per il centro sinistra italiano che incassa le presidenze del Parlamento.

A Montecitorio Laura Boldrini, deputata Sel e già portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; a Palazzo Madama l’ex procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso.

Nomi nuovi e di alto profilo che hanno fruttato l’inatteso voto di una dozzina di grillini e che, a detta di molti, potrebbero valere a Pierluigi Bersani, che li ha proposti, l’incarico per formare l’esecutivo.

“La preoccupazione per il momento non c‘è, per il governo”, dice Ignazio Marino, senatore Pd, “Credo che sia un segnale molto bello che si inizi la legislatura con due figure: una donna che rappresenta i diritti civili e un uomo che rappresenta la legalità”.

Vinto il primo round, complice anche le schede bianche dei montiani, si apre la partita più ardua per il centro sinistra: trovare gli alleati giusti e avere i numeri per governare.

“Oggi è stato un successo ma il percorso per un nuovo governo è ancora stretto e difficile, molto difficile”, commenta l’analista Maurizio Caprara, “Ogni giorno ha i suoi problemi, oggi Bersani ne ha risolti una parte ma nello stesso tempo non vediamo nei voti una maggioranza sufficiente per un nuovo governo”.

Le consultazioni cominceranno il 20 marzo, fa sapere il presidente Giorgio Napolitano che ha chiesto a Mario Monti, di cui ha bocciato la candidatura alla presidenza del Senato, di restare premier fino alla nascita del nuovo esecutivo.