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Pakistan: il governo arriva a fine mandato, ma tra le critiche

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Pakistan: il governo arriva a fine mandato, ma tra le critiche

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Per la prima volta in Pakistan un governo giunge alla naturale scadenza quinquennale del suo mandato. L’esecutivo di Raja Pervez Ashraf ha concluso ieri il suo percorso. Il primo ministro resterà in carica per i giorni necessari a designare una guida “traghettatrice” verso le nuove elezioni, che si terranno entro tre mesi.

Un segnale di maggiore stabilità che non è garanzia di riconferma. Sono parecchie le voci critiche.

Come quella di Gul Mohammad, proprietario di una merceria a Islamabad: “Dio non voglia. Li abbiamo provati per cinque anni, non è abbastanza? Chiunque voterà ancora per loro o è un folle o lo fa per motivi egoistici. Chiunque abbia a cuore questo Paese non potrà farlo”.

Oppure quella di Shakir Hussain, giovane impiegato di Karachi: “Gli ultimi cinque anni ci hanno portato solo inflazione, disoccupazione e paure. Il governo ha causato ogni sorta di problema alla gente. Hanno distrutto tutto”.

C‘è chi lamenta un netto incremento della corruzione e anche del terrorismo. Insomma, sono in molti a smentire Ashraf che decanta le riforme economiche e gli incrementi di salari avuti sotto la sua guida e difende il lavoro svolto “col fardello di un’eredità difficile, tentando di rafforzare le fondamenta della democrazia”

La parola tornerà presto alle urne.