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Siria, l'embargo sulle armi all'opposizione divide l'Ue

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Siria, l'embargo sulle armi all'opposizione divide l'Ue

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Il summit tra i 27 capi di Stato e di governo si è appena concluso, ma a Bruxelles si apre già una nuova pericolosa querelle diplomatica. Oggetto: la sospensione dell’embargo sulle armi alla Siria. Londra e Parigi si dicono pronte a sostenere il fronte Anti Assad. Frenano gli entusiasmi Germania e vertici europei.

Contrapposizione che diventa evidente quando durante le conferenze stampa conclusive arrivano le dichiarazioni del Presidente francese François Hollande e quelle del Presidente del Consiglio Ue. Mentre Van Rompuy sottolineava l’importanza della Russia come partner strategico per l’Ue, il Presidente francese attaccava Mosca. “Sono due anni che in Siria va in scena lo stesso dramma” ha affermato Hollande:“E non si possono non considerari i rifornimenti di armi forniti al regime di Bashar al Assad da alcuni Paesi tra cui diciamocelo chiaramente la Russia. Si deve partire da questa riflessione per arrivare alla decisione finale e mi auguro che l’Europa lo faccia nelle prossime settimane”.

Da Bruxelles interviene sull questione anche Vladimir Chizhov, ambasciatore russo presso l’Ue:“Mi auguro che per Parigi e Londra, la Siria non diventi una guerra nascosta contro la Russia. RIpeto la Russia non sta fornendo armi alla Siria, non sta armando l’esercito siriano”.

Georges Chachan, rappresentante dell’opposizione siriana a Bruxelles,
afferma:“Bisogna liberare le armi almeno fino alla vittoria dell’opposizione. E poi fare attenzione che finiscano soltanto nelle mani dell’esercito di liberazione siriano, sotto l’egida dell’opposizione riconosciuta a livello internazionale”.

Bruxelles ha annunciato che la discussione sull’embargo alle armi siriane sarà tra gli argomenti della riunione tra i ministri degli esteri in programma la settimana prossima in Irlanda.