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Siria, il dramma dei profughi: il World food program cerca fondi

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Siria, il dramma dei profughi: il World food program cerca fondi

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Campo profughi di Domiz, Iraq. Un uomo canta “fino alla morte,
non dimenticherò cosa significa essere un rifugiato”.

Da due anni, ormai, chi non combatte né contro né a favore del regime di Bashar al Assad fugge dalla Siria. Principalmente nei Paesi limitrofi, in campi in cui talvolta è difficile conservare la dignità.

Alaa viene da Qamishli, nel nord della Siria. Ha appena dieci anni e si è dovuto adeguare a una durissima realtà: “Quello è il campo, lì c‘è la nostra tenda. Quando c‘è vento forte, soffia dentro la tenda, rischiando di farla crollare. Quando piove, la tenda viene inondata”.

Attorno alla Siria, oltre all’Iraq, ci sono Libano, Turchia e Giordania. Tutti ospitano rifugiati.

Muhannad Hadi, coordinatore per l’emergenza Siria del World food program spiega quanto grandi sono le difficoltà: “Il World food program ha bisogno di raccogliere immediatamente fondi, per riuscire a soddisfare le necessità della gente ad aprile e maggio. Servono 18 milioni di dollari per dar da mangiare a 2 milioni e mezzo di persone tra Siria e i campi profughi dei Paesi vicini”.

I pacchi distribuiti anche in Siria, nelle zone controllate dall’opposizione, contengono riso, farina, lenticchie, zucchero, olio e sale. Ogni giorno sono di più le persone che ne hanno bisogno.