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JP Morgan sotto accusa: ha nascosto le perdite delle operazioni con i derivati

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JP Morgan sotto accusa: ha nascosto le perdite delle operazioni con i derivati

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La London Whale – in inglese “balena londinese” – rischia di affondare la barca della veterana JP Morgan. A puntare il dito contro la più grande banca degli Stati Uniti è il rapporto di una sottocommissione investigativa del Senato su una serie di operazioni con strumenti derivati così ribattezzate.

L’accusa contenuta nelle oltre trecento pagine del rapporto: avere ignorato i rischi, aver ingannato gli investitori e aver alzato una cortina fumogena contro le autorità regolatorie dopo che le perdite avevano raggiunto l’ingente somma di oltre 4,7 miliardi di euro.

Un altro colpo per JP Morgan, che venerdì è stata bacchettata anche dalla Federal Reserve per come pianifica le riserve di capitale e che presto potrebbe vedere i suoi top manager chiamati a testimoniare.

Tra questi, l’amministratore delegato Jamie Dimon, uno dei più strenui oppositori alle nuove regole per le banche messe in campo dopo lo scoppio della crisi finanziaria. Secondo un passaggio del rapporto, sarebbe stato proprio Dimon, in un’occasione, a chiedere ai suoi dipendenti di interrompere l’invio dei rapporti alle autorità che effettuano i controlli.

La notizia piacerà a quanti vorrebbero adottare la cosiddetta “Volcker rule”, la regola proposta dall’ex presidente della Fed Paul Volcker per mettere un limite alle operazioni rischiose da parte delle banche di deposito.