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Cipro, troppe incognite. L'Europa esita ancora

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Cipro, troppe incognite. L'Europa esita ancora

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Può un Paese di appena un milione di abitanti come Cipro ripagare un prestito della troika pari alla ricchezza prodotta in un anno? E la concessione degli aiuti a condizioni peggiori di quelle offerte all’Irlanda, Portogallo e Grecia non creerà altri rischi per l’Eurozona? Sono questi gli interrogativi cui da mesi cerca di rispondere l’Eurogruppo. I ministri dell’economia dell’Eurozona sono tornati sulla questione cipriota anche nel giorno del summit europeo, in una riunione straordinaria.

Cipro, che alle ultime elezioni ha scelto un Presidente liberale in linea con le richieste di Berlino, attende una risposta alla richiesta di aiuti dal Giugno del 2012. A influire sulla riluttanza di Fondo Monetario internazionale e Bruxelles soprattutto: gli stretti legami con la Russia e gli elevati rischi per gli investitori privati.

Il nuovo Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem giunto a Bruxelles ha affermato:“Il mio obiettivo è garantire stabilità nella zona euro, ma anche che per Cipro esista ancora un patto per la crescita sostenibile. Sono questi gli estremi entro cui trovare un accordo”.

Per l’economista Maria Joao Rodrigues l’errore europeo è il suo continuo affidarsi al Fondo Monetario Internazionale, invece d’incrementare i propri meccanismi d’intervento.
“L’efficacia politica dipende dalla velocità della risposta e sotto questo punto di vista Cipro è un Paese sfortunato” ammette Joao Rodrigues, che aggiunge:“La decisione viene rimandata perché si tratta di un paese piccolo. Possiamo dirlo: dalla Grecia non abbiamo imparato niente. Io credo si debba incrementare la fiducia verso i meccanismi europei piuttosto che verso il Fondo monetario internazionale”.