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Papa Francesco e le sfide della Chiesa

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Papa Francesco e le sfide della Chiesa

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Semplice e povero, come vuole il nome che ha scelto, Francesco, che da solo racconta una storia. Il neo Pontefice fin dalla sua prima apparizione ha voluto marcare una netta differenza rispetto al passato. Sull’abito che ha indossato non compariva, infatti, la famosa mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino, la croce non è d’oro ma di ferro, la stessa che aveva da Vescovo. Segnali chiari, forti, di rottura che sono stati colti dai fedeli.

La sua nomina rispecchia la volontà di una Chiesa in sofferenza che necessita di cambiare strada come più volte espresso da Angelo Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, anche in occasione della messa “Pro eligendo romano pontifice” che ha preceduto il Conclave: “Preghiamo perché il Signore ci conceda un Pontefice che svolga con cuore generoso la luminosa missione di presiedere la carità.”

Una delle sfide è la pastoralità del futuro che nello spirito di San Francesco significa intraprendere un cammino lungo le vie del mondo per portare la parola di Dio. Mescolarsi alla gente, stare dalla parte degli ultimi. I cattolici sono oltre un 1 miliardo, un sesto della popolazione mondiale. A distanza di mezzo secolo, i credenti sperano che possa compiersi il rinnovamento della Chiesa all’insegna del Vangelo voluto e intrapreso da Papa Giovanni XXIII.

Grandi e numerose le questioni sul tavolo del neo Pontefice: dagli scandali di pedofilia al caso Vatileaks. Si fa sempre più insistente la domanda di chiarezza sulla gestione dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) ovvero la Banca dello Stato extracomunitario del Vaticano che è accusata di opacità finanziaria, di non aver rispettato le norme antiriciclaggio, Compito di Papa Francesco sarà anche riformare la Curia romana in chiave collegiale, quello che Papa Ratzinger non è riuscito a fare. Un tema molto dibattuto prima del Conclave.