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Fantasporto: horror e non solo

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Fantasporto: horror e non solo

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Fantasporto, il più rinomato festival cinematografico portoghese, è arrivato alla sua 33° edizione. Strada facendo ha perso un po’ le sue radici, che erano ancorate al cinema fantastico. Oggi l’offerta dell’appuntamento di Porto è più variegata, ma l’horror e il fantasy tengono ancora il posto di maggior rilievo nella rassegna e il premio più prestigioso gli è dedicato.

A vincerlo, quest’anno, è stato il regista argentino Andy Muschietti, con il suo impressionante “Mamà”.

La pellicola è un riuscito mix di horror classico e moderno, in cui una madre ormai morta non si rassegna a lasciare i suoi figli alla cura dei genitori adottivi. La produzione è stata assicurata da Guillermo del Toro. Per il ruolo di protagonista è stata scelta l’attrice statunitense Jessica Chastain, reduce dalla nomination all’Oscar. Il regista:

“Immaginavo che avremmo avuto successo, ma non un successo di queste dimensioni. Dopo la premiazione negli Stati uniti, il film è balzato ai primi posti della clissifica degli ingressi nella prima settimana.”

La sorella, Barbara Muschietti, ha coprodotto la pellicola:

“Abbiamo avuto la fortuna di avere nel cast Jessica Chastain e Nikolaj Coster-Waldau che sono degli attori fantastici ed è anche grazie a loro che il film sta avendo così tanto successo. E poi c‘è la firma di Guillermo del Toro che è sempre una garanzia”.

Nella giuria quest’anno c’era anche lo scrittore e critico cinematografico britannico Kim Newman:

“C’erano buoni film a sufficienza per animare la discussione sull’attribuzione del premio. Ovviamente qualche pellicola ci è piaciuta di meno, ma in ogni caso abbiamo fatto una bella scorpacciata di film”.

Il pubblico ha invece premiato il norvegese “Thali”, di Alexander Nordaas, una storia incentrata sulla riapparizione nel mondo reale di Huldra una creatura silvestre della mitologia nordica, interpretata da Silje Reinamo:

“In Scandinavia tutti sanno chi è Huldra, ma non era mai stata stata girata una storia su di lei. Questa creatura non parla, ho dunque utilizzato il linguaggio del corpo, in particolare degli occhi. È stata un’esperienza di recitazione particolare”.

Fantasporto ha anche tributato degli omaggi. Celebrare un film di settant’anni fa non ha niente di speciale, ma ricordarlo alla presenza del regista, questa sì che è una cosa davvero più unica che rara. A 104 anni suonati il grande maestro portoghese Manoel de Oliveira, decano dei realizzatori, è stato l’ospite d’onore per i settant’anni dalla prima di Aniki-bobò:

“Mi commuove constatare che, mentre alla sua uscita il film fu stroncato dalla critica, settant’anni dopo è considerato come uno dei miei migliori film e senz’altro il più popolare”.

Il nostro inviato Ricardo Figuera:

“Anche se molte cose sono cambiate in settant’anni, passeggiando qui nel quartiere di Ribeira è ancora possibile riconoscere molti degli scorci filmati da Oliveira in Aniki-bobò. Andare a zonzo da queste parti e come ritrovarsi dentro alla storia del cinema portoghese e mondiale”.

Fantasporto, il più rinomato festival cinematografico portoghese, è arrivato alla sua 33° edizione. Strada facendo ha perso un po’ le sue radici, che erano ancorate al cinema fantastico. Oggi l’offerta dell’appuntamento di Porto è più variegata, ma l’horror e il fantasy tengono ancora il posto di maggior rilievo nella rassegna e il premio più prestigioso gli è dedicato.

A vincerlo, quest’anno, è stato il regista argentino Andy Muschietti, con il suo impressionante “Mama”.