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Vaticano: via al Conclave, senza certezze ma con qualche favorito

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Vaticano: via al Conclave, senza certezze ma con qualche favorito

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Il conto alla rovescia è iniziato, i Cardinali sono entrati nella Cappella Sistina per eleggere in conclave il nuovo Papa, e l’incertezza è massima.

Non c‘è alcun chiaro favorito, nessuna indicazione di quanto potrà durare il voto, nessuna certezza sul fatto che l’uomo che verrà scelto sia poi in grado di gestire i problemi epocali che la Chiesa si trova ad affrontare.

E poi i 115 Cardinali elettori sono ancora un po’ scombussolati, destabilizzati dall’annuncio a sorpresa, che è anche un’ammissione di debolezza, dato da Papa Benedetto XVI l’11 febbraio scorso. La rinuncia al soglio pontificio:

“Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 29, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse.”

Poco prima di entrare nel Conclave e chiudersi la porta alle spalle, quando potevano ancora esprimersi in pubblico, i cardinali sembravano esitare tra la figura di un manager in grado di gestire la Chiesa e quella di un pastore d’anime. Quest’ultima era l’opzione del Cardinale Sodano, il decano del collegio cardinalizio.

“Noi vogliamo implorare il Signore, che attraverso la sollecitudine pastorale dei padri cardinali, voglia presto concedere un nuovo pastore alla sua Santa Chiesa”

Sodano ha chiesto un pastore che sia pronto a dare la vita per le sue pecorelle: un appello ai cardinali, perché scelgano un Papa che sia un indefesso evalengizzatore?
I cardinali sembrano però molto divisi, alcuni sostengono
Angelo Scola, l’affabile arcivescovo di Milano ed ex patriarca di Venezia. Lecchese di nascita, figlio di camionista, non proviene dalla Curia romana ed è ben visto dai riformisti, inquieti per le derive della burocrazia vaticana.

La Curia e i sudamericani sostengono invece Odilo Pedro Scherer, che è membro della Commissione delle Finanze del Vaticano e che, se eletto, nominerebbe un numero due italiano, per ringraziare la Curia.

Il campo per così dire “pastorale” si dividerebbe, sempre secondo i rumors, tra due cardinali statunitensi: Timothy Dolan, Arcivescovo di New York, e Sean O’Malley, Arcivescovo di Boston. Nessuno dei due ha esperienza in Vaticano.

Molto rispettato, anche in quanto membro dell’ufficio vaticano che nomina i vescovi, il canadese Marc Ouellet. Questi vengono dati per papabili ad oggi, ma un eventuale stallo potrebbe spingere i cardinali a convergere su un nome alternativo, su una soluzione a sorpresa.