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Per la Bundesbank la crisi non è finita: servono riforme, dalla Francia più impegno

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Per la Bundesbank la crisi non è finita: servono riforme, dalla Francia più impegno

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Da una Francoforte stretta nel gelo il numero uno di Bundesbank Jens Weidmann sfrutta la presentazione del bilancio dell’istituto centrale per lanciare una serie di messaggi altrettanto gelidi.

La crisi dell’eurozona? Non è finita, nonostante la calma apparente sui mercati. L’Italia? L’esito incerto delle elezioni non deve fermare le riforme. La Banca centrale europea? Si limiti alla politica monetaria, senza invadere il terreno di quella fiscale.

L’ultima bordata, però, è riservata al partner storico della Germania in Europa: “Credo che la Francia abbia la particolare responsabilità di mostrare in modo chiaro che le nuove regole su cui ci siamo accordati durante la crisi – tra cui il patto rafforzato per stabilità e crescita – saranno applicate in maniera rigorosa”, ha avvertito. “La prima volta che queste regole vengono applicate non dovremmo, dunque, cercare scappatoie dai vincoli che esse pongono”.

Il messaggio arriva nello stesso giorno in cui Francois Hollande ha ammesso, per la prima volta, che il deficit di bilancio nel 2013 sarà intorno al 3,7% del Prodotto interno lordo.

Ben oltre l’obiettivo europeo del 3%, anche se – ha sottolineato – si farà di tutto per abbassarlo ancora. Nell’occasione ha annunciato, insieme alle riduzioni di spesa in arrivo per settimana prossima, un nuovo taglio da 5 miliardi di euro ai bilanci dei ministeri.