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GB, per la riforma delle banche richiesto un nuovo giro di vite

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GB, per la riforma delle banche richiesto un nuovo giro di vite

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La riforma del sistema bancario sta per abbattersi come una tempesta sulla city londinese, principale hub finanziario d’Europa.

Tra le misure già previste nella “Banking reform bill”, in discussione in questi giorni alla Camera bassa, sono annoverate la separazione delle attività tradizionali da quelle più rischiose di investimento, la possibilità per le autorità regolatorie di scorporare gli istituti di credito che non si adeguano, e più garanzie a protezione dei risparmiatori.

Al capo della commissione parlamentare che supervisiona il settore delle banche, però, tutto questo non basta: “Come molti testimoni ci hanno detto – ha detto in aula il conservatore Andrew Tyrie – siamo noi che dobbiamo stabilire quello che è meglio per la Gran bretagna. Dobbiamo decidere quello che è giusto per il nostro settore, non aspettare un minimo comune denominatore dettato dagli standard internazionali”.

Tra le proposte più estreme era arrivata addirittura quella di prevedere un meccanismo per spezzare in due l’intero settore bancario al primo segnale di infrazione.

Il governo ha rifiutato, temendo un potere eccessivo delle autorità regolatorie e scatenando così la reazione critica dell’opposizione: non si sta facendo abbastanza per una riforma che, dopo la crisi e gli scandali finanziari come quello del tasso interbancario Libor, dev’essere davvero radicale.