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Elezione Papa, prima fumata nera: delusione in piazza San Pietro

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Elezione Papa, prima fumata nera: delusione in piazza San Pietro

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Fumata nera, anzi nerissima per non lasciare dubbi. Il Papa non è stato eletto alla prima votazione, e per quanto l’esito fosse prevedibile, i fedeli in attesa in Piazza San Pietro hanno accolto la notizia con rammarico. La porta della Cappella Sistina, si è chiusa intorno alle 17.30, dopo il “fuori tutti” intimato dal maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie.

‘‘Prometto, mi obbligo e giuro. Cosi’ Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli che tocco con la mia mano’‘, questa la formula pronunciata in latino dai cardinali, dopo la processione, che ha anticipato l’inizio del Conclave, e l’esercizio di un primo voto frastagliato, di valutazione delle candidature in campo, più o meno in linea con gli ambienti della Curia romana.

L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, è indicato tra i favoriti nelle file dei riformisti. Fanno quadrato intorno ad Odilo Scherer, i sostenitori della corrente più vicina alla Curia, l’arcivescovo di San Paolo, garantirebbe secondo gli osservatori, continuità. L’arcivescovo di New York Timothy Dolan incarnerebbe invece la rottura. L’arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle, sarebbe invece espressione della linea della fermezza più volte auspicata da Joseph Ratzinger. Se nessuna di queste opzioni sarà in grado di calamitare i consensi, come avvenne nel 2005 con l’elezione di Ratzinger, a partire da giovedì mattina è probabile che entrino in campo candidati diversi.

Simona Volta - Città del Vaticano

Una fumata nera a conclusione di una giornata iniziata questa mattina alle 6.30. La messa 'Pro eligendo Romano Pontifice' poi il giuramento sul Vangelo, uno per uno, di tutti i 115 cardinali elettori, davanti al Giudizio Universale di Michelangelo e infine, alle 17.35, l'extra omnes, il 'fuori tutti' dalla Cappella Sistina. E' iniziato così il conclave che poterà all'elezione del 266esimo Papa della Chiesa Cattolica.
Un rito in latino che, raccontato così, sembra appartenere a un'altra epoca.
E invece non è un'altra epoca. Siamo nel 2013 dopo Cristo. E stamattina, mentre con il cameraman aspettavamo i prelati che entravano uno a uno nei palazzi del Vaticano, ne ho avuto conferma. Dalla fermata della metropolitana lì accanto uscivano decine di ragazzi, tutti giovani, giovanissimi sacerdoti. La maggior parte dei quali statunitensi, invitati a partecipare alla messa con i Cardinali. Affascinati da una religione che in Europa non sembra attrarre più. Alle 17.40 torniamo in piazza San Pietro. Mi guardo attorno e l'atmosfera lentamente cambia. Piano piano la piazza si riempie. Tutti hanno gli occhi puntati sui maxi-schermi, allestiti per l'occasione, che inquadrano incessantemente il caminetto sul tetto della Sistina. Sono le 19.45 quando il fumo esce. Nero. Nerissimo. E ovunque si percepisce la delusione dei fedeli, nonostante che prima della fumata fossero tutti certi che il Papa oggi non ci sarebbe stato. Domani si torna in San Pietro.