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Prevedere l'esito del coma è ormai possibile

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Prevedere l'esito del coma è ormai possibile

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Non si direbbe, ma in seguito a un incidente stradale, Eloi, questo ragazzo parigino di diciassette anni è stato in coma per un mese. Oggi è completamente guarito e fin dai primi attimi trascorsi all’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, i medici urgentisti sapevano che ce l’avrebbe fatta. In questo, che è uno dei più importanti ospedali francesi, è stato messo a punto un metodo statistico per prevedere l’esito del coma. Concepito con l’aiuto dell’Inserm, il più autorevole istituto nazionale francese di ricerca, un software rielabora i dati sui casi di coma degli ultimi dieci anni. Confrontando questi elementi con una situazione specifica, è possibile prevederne l’evoluzione.

“Grazie a questo sistema non abbiamo più bisogno di aspettare due anni per dire se il malato resterà in uno stato vegetativo oppure no – spiega Louis Puybasset, che dirige il reparto di neurochirurgia intensiva all’ospedale Pitié-Salpêtrière – Le decisioni dobbiamo poterle prendere prima possibile, quando il paziente è ancora in sala di rianimazione e sottoposto a un gran numero di terapie, per, eventualmente, limitare gli interventi troppo invasivi”.

Ogni caso può essere ricondotto a una scala che indica se, entro l’anno, il paziente si risveglierà senza conseguenze e quando, se ci saranno conseguenze ma il malato potrà condurre una vita sociale soddisfacente, se manterrà solo un livello minimo di coscienza oppure se resterà in stato vegetativo”.

“Nell’incertezza, l’unica cosa che possiamo fare è ripetere gli esami – continua Puybasset – Ovviamente, non andremo mai contro il parere di una famiglia che desideri continuare i trattamenti cui un congiunto in coma è sottoposto, anche se a noi potrebbe sembrare una decisione del tutto irragionevole”.

Per chi deve subire la terribile prova di avere un congiunto in stato di incoscienza, questo nuovo metodo ha un importante effetto collaterale: aiuta a tenere viva la speranza. Lo spiega Daniel Parpaillon, il padre di Eloi:

“Tutt’a un tratto siamo passati da una situazione confusa, in cui sapevamo solo che nostro figlio era fra la vita e la morte, a un’altra del tutto diversa, in cui i medici ci dicevano, guardate che ha il 90% di possibilità di risvegliarsi. Questo ha cambiato tutto!”

Come previsto Eloi si è svegliato dal coma dopo un mese. Il fatto di saperlo ha aiutato anche i suoi genitori. Sapevano che sarebbe tornato alla vita, si sono fatti coraggio e forse sono riusciti anche a stimolare meglio il ragazzo mentre era in coma, aiutandolo a recuperare più in fretta.

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